Una volta mi disse:
— Ho sempre desiderato avere dei poteri magici e con te è come se li avessi.
— Tu sei Magia — le risposi.
Ho sempre detto loro che non appartenevo a quel posto. Al luogo in cui ero nato. La mia famiglia mi guardava con un’espressione incredula:
— Un giorno dovrò andarmene, perché non sono di qui — dicevo loro.
Quando finalmente arrivai in questo luogo per restarci, il terzo giorno, esattamente il terzo, entrai in un luogo che da più di un anno osservavo dall’esterno, ma anche dall’interno di me stesso. Mi sedetti in silenzio e una pace immensa mi attraversò e mi avvolse. E, senza sapere bene perché, il mio cuore e la mia anima cominciarono a piangere…
Non è come quando le lacrime contengono tristezza, sofferenza o paura. No, non è questo. Erano lacrime di gioia, di serenità, di pace con me stesso.
Da quel giorno, ogni settimana torno in quel luogo e mi siedo sempre nello stesso posto. Appena si entra, sul lato sinistro. Per qualche ragione, la prima volta avevo scelto proprio quello. Ci vado sempre quando non c’è nessun altro. Mi piace lasciarmi avvolgere dalla pace e dal silenzio. Non ho bisogno di nessun altro rituale al di fuori del mio. È la Chiesa di San Francesco.
Eppure… il modo in cui sono arrivato fin qui è la cosa più affascinante.
Più di un anno fa, la prima volta che venni qui, dissi a Lei che non avevo la minima idea di come avrei potuto farlo. Ma ci venni.
E qualche mese fa, quando la mia intenzione di trasferirmi definitivamente era ormai completa, non avevo nemmeno allora la minima idea di come avrei potuto farlo… Ma la Vita si rivela un viaggio meraviglioso quando la si contempla con tutta la prospettiva necessaria…
Più di vent’anni fa, ero stato io stesso a creare le condizioni per poterlo fare. Come se la mia memoria intuitiva avesse sempre saputo cosa dovevo fare e quando.
Il mio passato, che tante volte avevo rinnegato, aveva custodito gelosamente un piccolo presente, come un dono, una risorsa appena sufficiente e proprio quella necessaria per il momento in cui avrei dovuto tornare nel luogo che mi appartiene.
Quel Sogno di quasi cinque anni fa, che gettò la prima Luce sul mio viaggio in Italia con quella Preziosa ragazza dai capelli scuri e ricci, mi condusse a cominciare a scrivere il mio lavoro, per dare forma e vita alla Magia…
Ho condiviso con lei, tante volte e in tanti modi diversi, che la magia esiste e che non è affatto una fantasia… Se vuoi davvero credere nella Magia, devi permetterle di vivere e di prendere forma… Proprio come qualsiasi altra cosa che desideri…
Tutto è sincronicità e frequenza, e la Bellezza si trova nella congiunzione di entrambe. La Vita ci rivela ciò che vogliamo creare. È, se vogliamo vederla così, una questione di fede.
Oppure, forse, ti piace di più quest’altra spiegazione: tutto è energia in diversi stati di densità.
Tutti questi piccoli frammenti non sono altro che gli «abbozzi dell’ineffabile» che presto troveranno il loro posto ne «La storia della Fiamma».
Ma la mia confessione più vera, quella che davvero mi muove, è che ogni parola dei miei pensieri…
Ogni lettera che scrivo con le mie mani…
Ogni lacrima che sgorga dai miei occhi…
Ogni passo che compio con i miei piedi…
Ogni sospiro che nasce dal mio cuore…
La portano sempre con me.
Ti porto sempre con me, Isabella. Ovunque tu sia.
© 2026 Roberto Arévalo López. Tutti i diritti riservati.

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